Non esiste il tessuto migliore in assoluto: esiste quello giusto per la linea che avete scelto, per la stagione del matrimonio e per come volete muovervi quel giorno. Il mikado tiene la forma, il crepe scivola, il tulle fa volume senza peso, l’organza è aria, il cady è pulito e denso. In atelier il tessuto lo scegliamo insieme provandolo addosso, non su un campionario; qui trovate quello che spieghiamo a ogni sposa prima di tagliare.
Prima di tutto: cosa chiedere a un tessuto
- Struttura. Alcuni tessuti “stanno in piedi” da soli e disegnano la linea (mikado, taffetà, duchesse); altri seguono il corpo e si muovono con voi (crepe, georgette, chiffon). La linea dell’abito decide quasi tutto.
- Peso e clima. Un abito importante in mikado ad agosto in una chiesa senza aria si sente; un crepe leggero a gennaio pure, ma al contrario.
- Come prende la luce. I tessuti opachi (crepe, cady, mikado) sono eleganti in foto e non “sparano” con il flash; il satin lucido chiede un fotografo che sappia gestirlo.
- Come si comporta seduti e ballando. Alcuni tessuti si stropicciano (seta, organza, taffetà), altri quasi mai (crepe, cady, mikado). Non è un difetto, è una caratteristica: va solo saputo prima.
Mikado
Un tessuto compatto, spesso in seta o misto seta, con una mano leggermente cerata e molto corpo. È il tessuto degli abiti scultorei: linee ad A, gonne ampie che tengono la forma senza troppe sottogonne, corpetti puliti, pieghe che restano dove le mettete. Dà un’idea di modernità e di “architettura”. Sta bene a chi vuole una silhouette definita e a chi si sposa da autunno a inizio estate; con il caldo forte è una scelta da valutare con calma. In collezione lo trovate ad esempio nel Modello 622 e nell’abito Alberta.
Crepe
Opaco, fluido, con una superficie leggermente granata: il crepe scivola sul corpo e segue il movimento. È perfetto per le linee sirena, a tubino o scivolate, per gli abiti “minimal” dove parla il taglio, per chi vuole sentirsi leggera e libera. Segue le forme, quindi in atelier lo costruiamo con attenzione alla base e ai sostegni interni: un buon crepe su misura non tira e non segna. Praticamente non si stropiccia. Esempi: il Modello 617 e l’abito a trapezio in crepe.
Tulle
La rete leggerissima che fa volume senza peso. A strati diventa una gonna da principessa; in un solo velo diventa manica, scollo “illusion”, inserto trasparente. Esiste morbido (tulle “mano seta”, che cade dolce) e più sostenuto (che gonfia). Romantico per definizione, funziona in tutte le stagioni perché pesa poco; da solo è delicato, ma è quasi sempre unito ad altri tessuti e a ricami. Guardate l’abito in tulle ricamato con maniche e Glicine, in tulle mano seta.
Organza
Trasparente e croccante, l’organza è aria con un po’ di carattere: fa volume, ma un volume che si vede attraverso. È il tessuto delle sovragonne, dei fiocchi, delle maniche a sbuffo leggere, degli abiti eterei per le cerimonie estive. In seta è meravigliosa e viva; in fibra tecnica è più rigida e più resistente alle pieghe. Si stropiccia, quindi vuole cura nel viaggio e un ferro esperto. Un esempio: l’abito in organza; e la storia di un abito in organza broccata di seta nato in atelier.
Cady
Liscio, denso, opaco, con una caduta piena: il cady è il tessuto degli abiti puliti ed eleganti, dove non ci sono ricami a distrarre e conta solo la linea. Tiene meglio la forma del crepe ma resta morbido; sta bene sia in una gonna scivolata sia in un abito con cintura in vita. È tra i più amati per le cerimonie civili e per chi cerca un’eleganza silenziosa. In collezione: l’abito da sposa in cady; dal laboratorio: un abito su misura in cady di seta.
Taffetà, satin e duchesse
Sono i tessuti con più “presenza”: il taffetà fruscia e tiene volumi importanti (e un gusto un po’ rétro che oggi torna); il satin ha superficie lucida e scivola, quindi chiede una costruzione precisa; la duchesse è un satin pesante e strutturato, da abiti principeschi. Prendono la luce in modo deciso: bellissimi dal vivo, in foto vanno gestiti. Esempi: il taffetà e pizzo di questo abito moderno, Yashi in satin, e un abito in taffetà di seta pura cucito per Veronica.
Pizzo, macramé e ricami
Più che tessuti “di base”, sono ciò che si posa sopra: pizzo francese, macramé, tulle ricamato, applicazioni. Cambiano completamente il carattere di uno stesso modello: un corpetto in crepe diventa romantico con un’applicazione di pizzo, una sirena diventa importante con il macramé. Sul su misura si può decidere dove metterli e dove no, e questo è uno dei vantaggi più grandi. Un esempio: la sirena in pizzo macramé.
Chiffon e georgette
Leggeri, trasparenti, morbidissimi: chiffon e georgette sono il movimento. Gonne che volano, maniche leggere, abiti da spiaggia o da giardino. Vanno foderati e costruiti bene, perché da soli non hanno struttura; in cambio, si portano come niente. Esempi: la gonna in chiffon di questo abito e Demi in georgette.
Tessuto e stagione, in breve
- Estate piena: crepe leggero, chiffon, georgette, tulle, organza.
- Primavera e settembre: quasi tutto; è la stagione in cui mikado e cady danno il meglio.
- Autunno e inverno: mikado, duchesse, taffetà, cady; maniche e pizzo pesante sono benvenuti.
Seta o tecnico?
La seta ha una mano e una luce che nessuna fibra imita del tutto, respira meglio e costa di più; i tessuti tecnici di buona qualità tengono meglio le pieghe, resistono meglio al viaggio e permettono volumi che in seta pura peserebbero. Molti tessuti moderni sono misti, e scelgono il meglio delle due strade. Il modo giusto per decidere non è la scheda tecnica: è toccarli e provarli addosso in atelier, con la luce vera, mentre vi muovete. Per questo il tessuto è parte della progettazione di un abito su misura, non un’opzione da spuntare.
Domande frequenti
Qual è il tessuto più fresco per un matrimonio d’estate?
Crepe leggero, chiffon e georgette per la gonna, tulle o organza per i volumi: pesano poco e lasciano passare l’aria. Un mikado importante ad agosto si sente.
Quale tessuto segna meno?
I tessuti con corpo (mikado, cady, duchesse) disegnano la linea e non seguono ogni curva; il crepe e il satin seguono il corpo, ma costruiti su misura, con la base giusta, non tirano e non segnano.
Si possono unire due tessuti nello stesso abito?
Sì, ed è spesso la soluzione migliore: un corpetto in pizzo su una gonna in mikado, una sovragonna in organza su un cady, maniche in tulle su un crepe. Sul su misura si decide insieme dove va cosa.
Quali tessuti si stropicciano?
Seta, organza e taffetà; poco o niente crepe, cady e mikado. Non è un motivo per rinunciarci: basta saperlo per il viaggio e per le foto.
Il tessuto giusto si capisce addosso: prenotate una consulenza, ve li facciamo toccare e provare tutti, nell’atelier di Fiorano al Serio (Bergamo).